Regione Lazio: TUTTE LE NOVITÀ DEL NUOVO PIANO CASA


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La famosa Legge Regionale 21 agosto del 2009, n°21 meglio conosciuta come legge “PIANO CASA”, già modificata con la Legge L. R. 13 agosto del 2011, n°10, subisce una nuova modifica e soprattutto una proroga di due anni, con l’approvazione della L.R. 10 novembre 2014, n°10. Per chi volesse approfittare delle premialità che la legge offre infatti, c’è tempo fino al 31 gennaio 2017 ( e non più fino al 31 gennaio 2015), per presentare ai comuni le domande per ampliamenti di immobili esistenti, demolizioni e ricostruzioni e cambi di destinazione d’uso. Rispetto al Piano precedente, il nuovo, prevede numerose modifiche che andiamo a riassumere e riportare nei suoi punti più salienti:

Rigenerazione Urbana – gli interventi quali cambi di destinazione , demolizioni e ricostruzioni considerati come interventi di rigenerazione urbana rispetto alla città costruita, sono favoriti, aumentando del 50% gli oneri di costruzione nelle aree non edificate.

Opere e Servizi per i cittadini – sono introdotte delle norme che vincolano le risorse aggiuntive derivanti dal piano casa alla realizzazione di opere e servizi per i cittadini: infatti, se risulterà impossibile realizzare detti servizi, è previsto un pagamento sostitutivo vincolato alle modifiche introdotte denominato “monetizzazione degli standard urbanistici”.

Housing Sociale – sale dal 30 al 10% la percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da  destinare ad housing sociale. Per quanto riguarda gli interventi sull’esistente, cioè sugli edifici dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, la percentuale passa dal 30 al 43% , con un ulteriore 10% se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato.

Ruralità Multifunzionale – viene stabilito il principio della ruralità multifunzionale attraverso l’introduzione delle attività connesse e compatibili con la destinazione agricola quali: agriturismo e turismo rurale, trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli, ristorazione e degustazione dei prodotti tipici, attività culturali, didattiche, sociali e terapeutiche-riabilitative. Tali attività saranno disciplinate da apposito regolamento approvato dalla Giunta regionale.


Si darà poi la possibilità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all’interno della stessa azienda gli edifici esistenti e consentirne la rifunzionalizzazione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili, senza modificarne la destinazione.